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Rosa Selvaggia

Come Rosa Selvaggia abbiamo seguito il progetto Gothic sin dagli albori: era il 2004, e l’esordio di ‘Grim’ già prometteva qualcosa di nuovo, di non scontato o già sentito, una ricetta che andasse oltre un rigido approccio confinato entro barriere di genere. Il monumentale ‘Antibox’ del 2007 non faceva che confermare le ottime impressioni lasciate da ‘Grim’, ma è con ‘Clam, Dolenter’ che il progetto genovese realizza il primo step verso quell’idea di ‘opera totale’ in grado di andare al di là della semplice fruizione del formato disco/audio, per quanto di valore. ‘Clam, Dolenter’, rilasciato nel 2010, sancisce la sostanziale transizione da Gothic a Gothic Multimedia Project, proponendo per la prima volta al pubblico un viaggio interattivo nel mondo di tenebra partorito dalle menti di James Maximilian Jason e David Bosch, le due figure portanti che si celano dietro il moniker ‘Gothic’. ‘Beneath the Snow – Piovono Ombre’, licenziato nella primavera di questo 2016 sempre da ‘Théâtre de la Mort 08’, porta a pieno compimento la mission avanguardistica del GMP, chiudendo peraltro un ideale trittico sulla ‘dark-side’ della mente e dell’animo umano ed andando ad affrontare, dopo i passati temi della morte e del dolore, la meschinità e l’indifferenza dell’individuo contemporaneo.Si parlava di ‘opera totale’. La musica incontra la cinematografia e la poesia, ma non basta: l’ascoltatore-spettatore diventa parte integrante dell’opera medesima, un vero e proprio attore che si muove in un labirintico mondo multimediale influenzandone attivamente le vicende. Se vi siete addentrati in passato nel mondo dei cosiddetti giochi di ruolo (ricordo il mitico ‘Dungeons & Dragons’!), l’ottica di ‘Beneath the Snow’ vi sarà in qualche modo familiare; ritengo che l’aspetto geniale dell’approccio artistico messo in campo dal GMP stia proprio in questo, consentire ad ogni fruitore una diversa esperienza ed un viaggio unico nel suo universo oscuro e talvolta disturbante declinato tramite i mezzi più avanzati che la moderna tecnologia di quest’epoca ‘2.0’ consente. Non vi anticiperò molto della storia che si cela dietro ‘Piovono Ombre’, sarebbe peccato imperdonabile. Scoprirla passo passo, attraverso la lettura del libretto illustrato allegato, ma soprattutto tramite l’avventura interattiva possibile grazie al supporto DVD, si rivelerà l’esperienza più entusiasmante. Vi basti sapere che viaggerete sostanzialmente attraverso due diverse ‘ambientazioni’, peraltro connesse ed interfacciate tramite molteplici vie tra loro alternative: la Parte ‘Neve e la Parte ‘Notte’. Vi immedesimerete in un personaggio in fuga (da chi o da che cosa? Lo scoprirete, forse…), e nel suo interiore universo disturbato da demoni che metaforicamente rappresentano in fondo le sue stesse fobie, le scorie del suo vissuto, e quelle del suo presente. Un labirintico lungometraggio ove le vostre scelte modificheranno in continuazione il percorso ed il destino del ‘viaggiatore’, in una storia dai tratti assolutamente visionari che vede paura, follia, malattia tradimenti e morte succedersi inesorabilmente. Senza dimenticare che anche l’esperienza audio-musicale verrà fortemente ‘personalizzata’ in virtù delle decisioni prese, con la conseguenza che le mie impressioni sulle tracce ascoltate dopo questa prima, (in)completa visione di ‘Beneath the Snow’ potrebbero addirittura fuorviarvi, poiché é piuttosto probabile che il vostro percorso sarà differente, almeno in parte, dal mio come da quello di ogni altro fruitore dell’opera. Personalmente mi sono imbattuto in una serie di brani elettronici strumentali di taglio per così dire ‘cinematico’, assolutamente adatti a far da oscura colonna sonora per le differenti ambientazioni che man mano si succedono nel corso del filmato; ricordo peraltro distintamente anche due ottimi episodi di stampo dark-wave (uno cantato in inglese, l’altro in italiano) che mi hanno richiamato alla mente il rock noire dei primi Christian Death, dimostrando come in definitiva il GMP non si auto-ghettizzi ancora una volta entro rigide coordinate sonore. Non si abbia dunque timore di affrontare quelle che in fondo potrebbero rivelarsi le nostre stesse fobie e debolezze, il coraggio di addentrarsi in questo viaggio interiore verso il ‘lato grigio’ del nostro ‘Io’ sarà ampiamente ripagato da un’esperienza entusiasmante, per quanto a tratti spaventosa. L’ambiziosa opera di ‘Beneath the Snow’ ha richiesto l’intervento prezioso di un folto manipolo di membri esterni (ben nove) e collaboratori (addirittura diciotto elementi), protagonisti in gran parte nella recitazione dei filmati ma anche nell’apporto di parti strumentali (Davy Jones, un membro effettivo e collaboratore della prima ora) e nella progettazione e programmazione del software necessario a causa della ovvia complessità di un progetto di questo genere. Come già si accennava riguardo le passate produzioni – multimediali e non – risulta arduo collocare stilisticamente la ricetta sonora del gruppo, il cui background è più che mai variegato spaziando dal metal estremo sino al dark-prog ed alla power electronics: non stupisca dunque che una delle poesie incluse nell’opera (‘In the Writhes of an Oneiric Torment of mine, I will Embrace Death’) venga dedicata da Jason a Marco Corbelli, nonostante ‘Beneath the Snow’ sia un lavoro bel lontano dagli stilemi del noise alla Atrax Morgue. L’ultimo lavoro del Gothic Multimedia Project equivale ad osservare un’ enorme tavola apocalittica in una pinacoteca: ogni osservatore vi si immergerà trovandovi un contenuto differente, e la sua esperienza sarà assolutamente, e profondamente unica. Pronti per viaggio?Sito web:www.gothicdimension.com(Oflorenz)

Rosa Selvaggia (Italy)