Interview by Giorgio Fogliata
1) Ciao ragazzi, sono molto contento di avere la possibilità di intervistarvi.
Devo confessare che i Gothic sono stati per me un’autentica sorpresa. Dove siete
stati fino ad adesso? Potete raccontarci brevemente la storia del gruppo fino ad oggi?
(James Jason) Il piacere è tutto nostro. Diciamo che il periodo di incubazione del
Gothic project è stato piuttosto lungo e rischiava di divenire eterno per via di una
patologica carenza di mezzi che ci ha condannato fino a qualche anno fa a sfornare
buoni o persino ottimi album con produzioni a dire poco disastrose. La triste
consapevolezza di questa nostra inferiorità di mezzi a disposizione ci ha impresso
un sentimento di inadeguatezza che, unito ad una congenita ed "eccessiva" dose di
misantropia da parte nostra, ci ha sempre spinto ad evitare la diffusione su vasta
scala dei nostri lavori. E ciò fino al 2000, quando finalmente la rivoluzione
tecnologica è passata anche in casa Gothic e ha portato con se’ una rinnovata fiducia
nelle potenzialità delle nostre soluzioni artistiche. Fondamentalmente la storia dei
Gothic è suddivisibile in tre grandi periodi, di cui i primi due passati in un
isolamento artistico tanto ispirante nel breve periodo quanto limitante nel lungo.
Dal 1989, anno della nascita di questo progetto studio, al 1991 i Gothic erano un’entità
completamente diversa da oggi e allo stesso tempo avulsa da ogni possibile scena:
la scelta di suonare un grindin’-death gloom metal nei primi tre demo sostituendo
le chitarre elettriche con i synths e le tastiere ci ha certamente isolato. Tra il 1991
ed il 1993 l’avere optato, nei due demo successivi, per rimpiazzare i synths con vere
chitarre elettriche, almeno in poco più della metà delle tracks, suonando un
doom-heavy-death metal evolutosi poi in un punk-death-synth metal, ci ha "rimesso un po’
in carreggiata" ma, viste le nostre bizzarrie, non ci è valso a guadagnare una tanto
maggiore visibilità nell’underground nostrano. Nel 1993 muore la prima incarnazione dei
Gothic, quella death metal, e con il ritorno soverchiante di un’eccentricità decisamente
debordante, i Gothic assumono nei cinque demo successivi diverse e schizofreniche
identità musicali, passando da un doom metal suonato con synth (di nuovo al posto delle
guitars) ad un tirato gothic-speed metal con una parentesi assolutamente delirante di
art-dark rock in chiave estremamente sperimentale ("Cold Winds of Suicide", 1997), di
cui ancora oggi tutti noi sentiamo la forte spinta avanguardistica e che ha preluso a
quel manifesto dell’eclettismo che è l’ultimo nostro demo, il doppio CD "Fleeing the Rainland"
del 2000. Il 2000 è contemporaneamente sia l’anno del decesso della seconda identità
dei Gothic, quella gothic-prog metal, che l’anno della totale rifondazione dei Gothic
come “Dark Avant-garde Multimedia Project” - processo peraltro già iniziato nel 1997.
Il resto è cronaca dei giorni nostri.
2) La scelta della totale autoproduzione e del discostamento dai normali circuiti di
promozione musicale vi fa onore, ma come sopravvive una band senza l’apporto di una
casa discografica alle spalle? E soprattuto: come vi fate conoscere in giro? Come
distribuite i vostri prodotti?
(James Jason) Onore e gloria a voi che siete tra i pochi a considerare questa nostra
scelta come un punto di forza e non come una nostra pecca o insufficienza. Beh, ti
devo confessare che è stata ed è tuttora una scelta molto difficile, la quale talvolta
porta il proprio prodotto a non essere apprezzato come di dovere perché non sostenuto
da alcuna label dietro... Andare in giro a distribuire le proprie release è un po’ come,
da bambini, andare a giocare con i ragazzi più grandi senza il sostegno morale di un
fratello maggiore o senza l’occhio vigile di un padre: si rischia di prendere tanti
schiaffi! Ma se si guarda fisso avanti alla propria meta, senza farsi distrarre dai
commenti gratuiti di maligni o invidiosi, le critiche più disonestamente astiose
diventano anzi un vanto e i complimenti un surplus, da apprezzare quando arrivano e da
non rimpiangere quando se ne vanno... I Gothic si propongono al pubblico solamente
attraverso due canali: il proprio sito da una parte (http://www.gothicdimension.com),
unico punto di vendita e distribuzione dei nostri lavori (order@gothicdimension.com),
e le mags, le zines, le ezines e le radio indipendenti dall’altra: ad esempio diverse
songs dei Gothic, e Forlorn in particolare, sono state o saranno trasmesse da diverse
emittenti radiofoniche in Olanda, Russia, Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e Marocco,
mentre recensioni di Grim sono già apparse o devono ancora apparire su quasi una trentina
di riviste o ezines specializzate di ogni continente, considerato che il nostro album è
stato distribuito da noi stessi con le nostre sole forze in ben 31 Paesi del globo.
(John Ruin) Ritengo che concentrare in una sola risposta le motivazioni che hanno spinto
(e spingono, e spingeranno) i Gothic a mantenere una tale condotta sia molto difficile.
La proposta artistica dei Gothic si fonda su differenti media artistici e tecnici i quali,
mentre da un lato ci permettono di esprimere nella totalità le nostre diverse concezioni
dell’Arte, dall’altro ci allontanano necessariamente da una qualsivoglia catalogazione
del prodotto, e quindi da una commercializzazione canonica. Inoltre, credo fermamente
che le cosiddette "nuove tecnologie" consentano una libertà di espressione difficilmente
raggiungibile nell’ambito di un processo di produzione e commercializzazione classico.
(David Bosch) Sicuramente nessuno di noi diventerà milionario con questo progetto ma
paradossalmente questa scelta sarà ulteriormente rimarcata dai nostri lavori futuri...
perché vedete, io credo che i Gothic nella loro pienezza siano effettivamente una scelta
di vita, un cammino iniziatico... si può rinunciare ad essere ricchi ma alla propria "fede"
non si può rinunciare...
3) Fra l’altro, è possibile acquistare l’album sul sito ad un prezzo estremamente
contenuto: quali intenzioni si celano dietro questa scelta? Cercate solamente di
favorire i fan o volete anche prendere una posizione ben precisa nei confronti
dell’industria del "music-business"?
(James Jason) La nostra unica intenzione è quella di fare musica, poesia e arte oscura di
avanguardia senza alcun tornaconto finanziario! Il prezzo di vendita di "Grim" (7 euro o
8,50 dollari) deriva nient’altro che dal suo costo di produzione assoluto, con un utile
relativo per noi praticamente nullo! Inutile dire che siamo in costante passivo...
Del resto il cosiddetto "music-business" con i suoi pochi artisti ricchi, oligopolizzanti
una scena "plastificata" rappresenta per noi un paradigma negativo da cui allontanarsi il
più possibile... non saremo mai distribuiti dalle majors ma almeno i Gothic sono il frutto
genuino della propria creatività e non un sottoprodotto artificioso di indagini di mercato.
(John Ruin) Ti dirò, non si è mai parlato di guadagnare con il nostro progetto: credo che
questo fatto sia significativo. Quello che a noi interessa è la libera espressione delle
nostre emozioni oscure e deviate, non il gioco di percentuali di guadagno che sembra piacere
così tanto alle majors.
(David Bosch) L’amore che molti fans dimostrano nei nostri confronti è già premio a se
stesso, la nostra scelta anti-economica è già guadagno... Ci sono tante forme di
realizzazione oltre a quella data dal denaro...non ci fermiamo alla superficie delle cose...
4) Passiamo a parlare della vostra ultima uscita: "Grim". Come mai la scelta addirittura di
un doppio cd?
(James Jason) Come spesso è successo nella storia dei Gothic, questa non è stata
assolutamente una scelta pianificata a tavolino... è venuta così e basta! Già all’inizio del
2003, quasi un anno e mezzo prima dell’uscita di "Grim", mi accorsi che avevo troppo
materiale per un solo CD, nonostante avessi scartato un paio di songs già registrate
per intero nella loro parte strumentale in quanto non conformi alla nuova direzione
artistica intrapresa dal Gothic project. Verso la metà del 2003 avevo già composto tutto
il materiale musicale, mentre le poesie datano da allora fino all’inizio di questo stesso
anno e le illustrazioni, così come il video, sono stati creati sempre nei primi mesi del 2004.
Man mano che il materiale musicale a disposizione cresceva di quantità mi resi conto che,
pur nella spiazzante ecletticità di "Grim", erano individuabili due filoni musicali non
sempre nettamente distinguibili: uno, risalente al periodo iniziale del processo di
songwriting, era quello accostabile generalmente alla darkwave (Forlorn, Barren Moors,
Splinters Inside, Down in Your Shrine, ecc.); l’altro, di formazione più recente, volgeva
il proprio sguardo senza più esitazioni in direzione dell’avant-garde (In Wickedness,
"... poiché... la Morte... è sulle colline... ", "Noir (Czarny)", Between the Endless Tides,
ecc.). Di qui la decisione di bipartire l’opera complessiva in due Acts-CDs, ognuno
rispettivamente e cronologicamente "dedicato" a questi due filoni musicali generali,
trasferendo però alcune songs da un Act all’altro per rendere meno netta e
shokkante questa divisione dal profondo significato evolutivo.
5) "Grim" è un album estremamente complesso che deve aver richiesto parecchio tempo in
fase compositiva: da dove nascono i vostri pezzi? Avete una metodologia di lavoro o il
tutto nasce dalla pura vena creativa del momento?
(James Jason) Hhmmm... sicuramente, per quanto riguarda l’aspetto musicale, l’istinto,
quasi come in un diabolico rapimento estatico, domina la fase dell’ispirazione nella
quale viene tracciato un primo abbozzo compositivo. Solo successivamente la mistica
dell’istinto lascia entrare nei profondi meandri della psiche la tecnica, espressione
di quella razionalità che diventa infine predominante nella terza e ultima fase compositiva,
quella che io amo chiamare "del cesello", in cui il calcolo e la ponderazione diventano
essenziali per completare, raffinare e portare a perfezione un brano. Per quanto riguarda
l’aspetto più prettamente poetico il discorso è molto diverso: sebbene le poesie siano
molto curate dal punto di vista tecnico, e cioè delle figure retoriche, della ritmica e
dei suoni, le parole mi sono quasi dettate dai miei "demoni interiori" in uno stato di
semi-incoscienza in cui la mia psiche sprofonda nell’abisso del mio animo, per riemergerne
solo a scrittura terminata…il tutto, vorrei chiarire, senza l’uso di alcuna sostanza
psicotropa (droghe o alcool)... gli abissi del mare sono nulla in confronto a quelli
del proprio sub-conscio, non trovi?
(David Bosch) ...ho vissuto momenti di "grazia" artistica... quanto tempo ho impiegato
ad analizzare il tremolio di una stella o il messaggio nascosto in un rivo essicato?
Che cos’è il tempo? Van Gogh ha una risposta: i suoi fiori, il cielo del "Caffè di Notte"
sono stati dipinti in pochi minuti sulla tela ma ben tutta la sua vita è stata dedicata
alla ricerca dell’Assoluto. Il metodo di lavoro... per quanto mi riguarda, non ne ho uno...
l’istinto agisce ed è il pennello sulla tela oscura della mia mente pellegrina che si
avvicina alla forma e al colore...
6) Gothic non è solo un progetto musicale, ma un completo ensemble artistico che si basa
sulle arti visive oltre che sulla semplice musica: ci volete parlare di questa personale
visione della realtà artistica?
(James Jason) Esattamente! I Gothic sono un progetto multimediale dark avant-garde fondato
sulla trinità maledetta di suoni (musica), parole (poesia) e immagini (illustrazioni, video
e programmazione) mirante ad esprimere "le tenebre interne vaganti dolorosamente negli antri
più nascosti della mente dell’essere umano contemporaneo". Già nel 1849 Richard Wagner
aveva elaborato il concetto di "Gesamtkunstwerk" ossia di arte totale come unione dei
diversi sensi dell’essere umano e di diverse forme d’arte per produrre un’opera artistica
che potesse unificare, come in una pietra preziosa, le diverse facce della "artisticità"
in un unico mezzo di espressione artistica: il Gothic project ha involontariamente ripreso
questo concetto passandolo, ancora una volta inconsapevolmente, attraverso la lente di
lettura avanguardistica dei movimenti dadaista, futurista e surrealista della prima metà
del Novecento. Il tutto ovviamente attraverso i mezzi tecnologici e la sensibilità dell’uomo
contemporaneo che guarda al futuro.
(John Ruin) Il Gothic project è proiettato verso un futuro dove il concetto di Arte si
espande in sottili nuove direzioni che possono essere pensate come un "collante" che si
colloca tra le diverse forme artistiche. Inoltre, questo processo di espansione è
non-lineare, nel senso che non si ottiene una semplice giustapposizione di forme d’Arte ma
queste, al contrario, si completano, si auto-espandono, diventano qualcosa di nuovo e stravolto,
assumendo caratteristiche emergenti non previste. L’unione dell’Arte ottenuta attraverso
mezzi, per così dire, classici e le nuove forme che si celano nella non linearità e
nella matematica algoritmicità della programmazione rappresenta una reale svolta. Secondo me
il termine “multimediale” è stato (ed è) spesso usato impropriamente per definire semplici
prodotti contenenti videoclip non funzionanti sul PC di casa. Questa interpretazione non
ha alcun legame storico e concettuale con la nascita ed il significato del termine. I Gothic
hanno scelto di andare alle radici della multimedialità riprendendo il concetto di
"Gesamtkunstwerk" e trasferendolo al presente. Non esiste suono senza immagine, nessuna
immagine senza movimento, nessun movimento senza poesia, nessuna poesia senza suono:
questo anello "escheriano" è ottenuto mediante le tecnologie informatiche che, di per sé,
costituiscono una ulteriore forma artistica e concettuale, per chi sa apprezzare
l’eleganza delle costruzioni mentali.
(David Bosch) Non sono nato "gotico" nell’accezione inter-artistica del termine.
Ho studiato disegno in maniera accademica e molti miei lavori anche attuali sono
prettamente canonici anche se effettivamente da un po’ di tempo a questa parte mi capita
di ricercare le rappresentazioni grafiche come conseguenza di suoni, rumori e movimenti.
"Grim" è un lavoro che mi ha profondamente stimolato da questo punto di vista, portandomi
a considerare le altre dimensioni del segno, ossia quella musicale, quella poetica e persino
quella nascosta, non esprimibile, che cerco di catturare nelle mie tavole attraverso
una simbologia misterica. Tale concetto spesso va oltre le mie aspettative, rendendomi
incapace di descrivere razionalmente tutto quello che faccio e tutto ciò mi sta conducendo
ad una ricerca estrema di cui oggi non posso e non voglio e nemmeno so completamente
individuare l’obiettivo...
7) Credo che un gruppo come i Gothic non possa non avere una filosofia di fondo
alla quale ispirarsi. Che cosa sta esattamente dietro ai concetti che esprimete nei vostri testi?
(James Jason) I Gothic sono un piccolo, fragile, buio e solitario tempio artistico e
mentale nel quale i suoi componenti portano avanti, aggiornandolo e ridefinendolo in base
ad ispirazioni crepuscolari, ermeneutiche ed avanguardiste, ciò che il grande drammaturgo
polacco Tadeusz Kantor aveva ideato penetrando nella claustrofobica desolazione della
condizione esistenziale dell’uomo: il Teatro della Morte. Di più non posso dire, mi
dispiace... ma del resto, chi cerca, o meglio nel caso delle poesie dei Gothic,
chi scava trova...
8) Nel caso di esibizioni dal vivo come si presenta una performance dei Gothic?
(James Jason) I Gothic sono nati come studio-project e presumibilmente lo rimarranno
per sempre. Una dimensione live dei Gothic, se mai l’avessimo perseguita, comporterebbe
inoltre un dispiego di mezzi per noi impossibile: un folto gruppo di strumentisti,
attori teatrali, persino danzatori (nella tradizione della danza moderna butoh giapponese)
e richiederebbe comunque in generale equipaggiamenti che attualmente non possediamo,
al fine di rendere un’esibizione live qualcosa di più completo e ricco di una
semplicistica trasposizione di una sola delle nostre componenti artistiche, quella musicale...
e non sarei mai disposto per mia natura a scendere a compromessi per allestire qualcosa
di mediocre. Frasi ipotetiche del terzo tipo a parte, come mi piace ricordare talvolta,
i Gothic sono come una falena rara e delicata che per "sopravvivere e crescere ha bisogno
di due elementi mortali": l’isolamento e l’oscurità, totali e senza compromessi...
Non siamo i primi ne’ saremo gli ultimi a fare questo tipo di scelta... del resto la
multimedialità ci dona un’altra dimensione visuale che sopperisce a quella,
più tradizionale, della performance live...
(John Ruin) Le concezioni artistiche e filosofiche dei Gothic rendono inutile e,
per alcuni aspetti, superata, l’idea di una performance dal vivo. La presenza stessa
di un pubblico disturberebbe il singolo fruitore dello spettacolo: renderebbe
ben marcata la distinzione tra esibizione e pubblico, causando straniamento ed
impedendo la contemplazione dell’Arte Totale, che implica invece immersione ottenuta
con il sincronismo dei diversi media. Rappresentare un progetto multimediale dal vivo
ci costringerebbe a porre dei seri limiti alla libertà di espressione: inevitabile
disarticolazione tra suoni ed immagini, tra movimento e poesia, i quali invece
possono essere "incastrati" alla perfezione in un’opera multimediale moderna.
9) Le vostre influenze musicali sono un vero dedalo inestricabile: vogliamo cercare di
mettere un po’ d’ordine?
(James Jason) Il discorso sulle influenze è secondo me molto sopravvalutato,
nel senso che, Tom G. Fischer (Hellhammer, Celtic Frost, Apollyon Sun) e Anna Varney
Cantodeo (Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows) a parte, i quali rappresentano
un po’ da sempre, soprattutto il primo, i miei modelli più di personalità artistica
in generale che di scelte musicali in senso stretto, tutte le altre influenze variano
assai da periodo a periodo, e spesso anche da mese a mese. Un mese la mia fonte di
ispirazione preponderante possono essere gli Skinny Puppy, quello dopo i
dadaisti-futuristi-surrealisti degli anni Venti-Trenta, il mese ancora dopo mi
innamoro dei Throbbing Gristle e magari contemporaneamente anche di Christa Paeffgen
(in arte Nico). Il peso delle influenze non è mai decisivo nella fase compositiva
dei Gothic, né tantomeno in altri aspetti e se è rintracciabile una qualche influenza
di un certo artista piuttosto che di un altro, ciò avviene sempre a livello inconscio
perché la maggiore fonte di ispirazione dei Gothic rimangono sempre... i Gothic!
Detto ciò, ho sempre ammirato la capacità compositiva ed espressiva altamente
melodrammatica di Anna Varney mentre da Tom Fischer ho imparato la preziosa lezione
del camaleontismo musicale/artistico secondo cui "change is synonymous with life...".
10) Definite la vostra proposta come "Darkwave-Avantgarde Heavy Music": cosa intendete
esattamente con questa definizione?
(James Jason) Oggi più che mai sono restio a dare etichette alla musica dei Gothic
perché credo, e chi l’ha ascoltata lo può confermare, che non sia inquadrabile in
alcuna definizione. Tuttavia il dovere presentare questo progetto in tutto il mondo
ci ha in qualche modo "costretti" a cercare una definizione che, seppure in via molto
generale e omnicompresiva, potesse dare alcune coordinate di identità musicale a chi
non ci conosceva. Se quindi una definizione della nostra musica è proprio necessaria
quella di "Darkwave Avant-garde Heavy Music" mi sembra decisamente la migliore perché
in essa è racchiuso in qualche modo passato (Heavy), presente (Darkwave) e futuro
(Avant-garde) del Gothic project...
(John Ruin) La mia posizione all’interno del progetto Gothic si colloca esattamente
negli interstizi e nelle ombre che abbracciano il flusso artistico. In questa zona
non ben definita si mescolano le tre coordinate temporali dei Gothic: il passato (Heavy),
il presente (Darkwave) ed il futuro (Avant-garde). Nel passato dei Gothic strisciava
oscuro un sentimento che è nato al tempo presente, e che crescerà diventando assolutamente
preponderante nel futuro, il germe del Multimedia e dell’unione delle forme d’Arte.
Tuttavia questo non può sopravvivere se non fomentato dall’Arte stessa, della quale
esso si nutre e che stravolge: inizierete quindi a notare che le tre coordinate temporali
sono incanalate verso una direzione senza spazio né tempo, dove tutto si diluisce
naturalmente. Per questo motivo è molto difficile (anche se necessario, a volte)
classificare il Gothic project.
11) Quali sono i programmi dei Gothic per l’immediato futuro? Avete tour in previsione?
(James Jason) Due sono gli impegni che stiamo portando avanti: il primo, che si
dovrebbe concludere nell’arco di un anno almeno, riguarda il processo di "re-engineering"
dei nostri precedenti demo, al fine di dare ai nostri fans (e perché no, anche a noi stessi)
la possibilità di ascoltare il nostro materiale passato, del tutto introvabile ormai,
in quanto precedentemente realizzato in "tiratura" assai ridotta; intendiamo così
riportare alla luce tutti quei cadaveri che l’inevitabile flusso del tempo rischiava di
lasciare sepolti per sempre sotto un’impietosa coltre di oblio. Dalla re-release dei
nostri 10 precedenti lavori, a tiratura sempre limitata ma con una produzione finalmente
decente, intendiamo ricavare tre CDs di più larga diffusione riportanti quelle songs
che hanno fatto la storia dei Gothic. Il secondo impegno, di portata ancor maggiore,
è quello che, attravero un lungo, sinistro e tortuoso percorso di ricerca, ci condurrà a
realizzare, non prima di tre anni, quell’autentico suicidio artistico dei Gothic che sarà
il nostro prossimo album... un album che ridefinirà i canoni della musica dark e di
avanguardia, spazzandone via irrimediabilmente i confini... un’autentica rivoluzione
nella storia della musica che, sono certo, farà parlare di sè critica e ascoltatori per
molti anni a venire...
(John Ruin) I programmi dei Gothic per l’immediato futuro sono molti. E’ alle porte un
re-engineering di tutte le vecchie tracce dei demo del passato: è un atto doveroso nei
confronti del Gothic project portare alla luce (o meglio, riscoprire nell’ombra…)
vecchi gioielli che, per un motivo o per l’altro, non hanno potuto godere di una buona
produzione. Questo ci permette altresì di mantenere un legame con il passato,
rivisitandolo, alla luce delle attuali concezioni artistiche. Siamo inoltre già al lavoro
sul lato tecnico/musicale: personalmente sto valutando, a valle delle concezioni
artistiche che stanno emergendo e che saranno alla base dei futuri lavori, quali
tecnologie potranno meglio aiutare a rappresentare le idee concettuali di James e David.
Trovare forme espressive che rappresentino al meglio le dinamiche del pensiero artistico
è un compito molto stimolante!
(David Bosch) Per la parte grafica, pur non essendoci ancora un progetto definito
(ma non ho mai pianificato progetti!), mi sento di dire che la ricerca verterà
sull’astrazione, sulla scomposizione della materia e sulla concettualizzazione informale;
a livello teorico lo studio è già partito, individuando scenari e materiali di lavoro. Le
suggestioni si stanno creando nell’anfiteatro della mente... abbiamo compiuto esperienze
mistiche che hanno gettato i semi di quello che i più chiamano "futuro".
12) Grazie per il vostro tempo, chiudete l’intervista come meglio credete.
(David Bosch) Sto lasciando dormire i miei demoni... ancora per un po’...
(John Ruin) Grazie a voi per la considerazione del nostro lavoro! E’ bello
(nonché terrificante) pensare come i demoni e gli incubi della mente possano essere
incanalati e manipolati in un universo che, per noi, ha nome Gothic!
(James Jason) ...l’abisso più profondo è quello della mente, e i Gothic sono
una sorta di sonda che scende nelle pieghe più impenetrabili di questa per riportarne
alla luce frammenti e detriti allucinati ed allucinanti... Un grandissimo ringraziamento
per il vostro supporto e un saluto gotico a tutti i lettori di Silent Scream Webzine.
[Taken from: SILENT SCREAM WEBZINE – http://www.silentscreamzine.com/Home.asp]